leggende di piazza armerina

La Leggenda di Rubelia e del Tesoso di Monte Naone a Piazza Armerina

Tra le storie più diffuse nel folklore della città di Piazza Armerina, vi è il racconto di Rubelia, una giovane principessa del regno di Monte Naone. Questa leggenda narra le vicende della corte di re Jovano e della regina Sara, dal cui matrimonio nacque proprio Rubelia, la più bella di tutte le principesse del mondo. La nascita di Rubelia venne però affiancata dalla triste morte della regina Sara, a causa della strega Brigida, che abitava nei meandri dello stesso regno.

I Pretendenti di Rubelia

Vista la morte della regina Sara, il re Jovano era in pensiero per la successione del regno, che sarebbe andata probabilmente perso vista l’assenza di eredi maschili. Per tale motivo, fece sapere a tutto il reame che era in cerca di pretendenti per la figlia Rubelia, accettando il nobile che avesse portato in dote le maggiori ricchezze. Questa chiamata venne accolta da 7 principi, che si incamminarono verso Monte Naone portando con sé le loro ricchezze.

La follia del re Jovano

Venuto a sapere della cospicua ricchezza che stava per arrivare nel suo regno, il re Jovano venne colpito da un raptus di follia che gli fece perdere il senno, portandolo a commettere un gesto inconsueto. Jovano decise di far assalire le carrozze dei principi facendo sembrare il tutto come un attacco dei briganti, così da impossessarsi di tutto l’oro che trasportavano. Per riuscire nel suo intento, il re chiese aiuto alla strega Brigida, che acconsentì e, insieme, riuscirono nell’intento. L’enorme tesoro venne nascosto in una torre del castello, in cui lo stesso Jovano era solito passate il tempo circondato dal suo oro, fino a quando, un giorno, una misteriosa e inspiegabile esplosione lo travolse, uccidendolo e facendo cadere tutto il tesoro nel sottosuolo, rendendone impossibile il suo recupero.

La trasformazione di Brigida

La strega Brigida, per aver compiuto dei gesti abominevoli, venne privata dei suoi poteri e le fu indetta una maledizione che la fece trasformare in una “culovria”, una creatura per metà donna e per metà serpente. Nonostante ciò, la malvagità di Brigida non ebbe fine, continuando a seminare il terrore anche con le nuove sembianze. Furono, infatti, numerosi i ritrovamenti dei cadaveri di cavalieri e contadini, uccisi proprio dalla “culovria”.

Il lieto fine della Leggenda di Rubelia

Rubelia, che nel frattempo era diventata regina in seguito alla morte del padre, venuta a sapere del mostro che terrorizzava il suo regno, fu colta dalla disperazione, non riuscendo a trovare pace dopo i lutti subiti e le difficoltà dell’ultimo periodo. Decise così di far sapere che sarebbe andata in sposa a chiunque avesse ucciso Brigida, così da porre fine alle paure dei suoi sudditi. Rubelia si rinchiuse nel suo castello in totale solitudine, attendendo l’arrivo di qualche prode cavaliere che le portasse qualche lieta novità. Dopo lungo tempo, quando ormai ogni speranza pareva perduta, bussò al suo castello un giovane cavaliere accompagnato da sei scudieri. Il cavaliere, giunto al cospetto della regina, si inginocchiò è lasciò cadere un dente verdastro, dimostrando di aver definitivamente sconfitto Brigida in una difficile battaglia. Rubelia, accertatasi dell’autenticità delle gesta del cavaliere, convolò a nozze con quest’ultimo, offrendo agi anche ai valorosi scudieri che presero parte a questo scontro, vivendo nel castello sotto al quale, ancora oggi, dovrebbe esserci il leggendario tesoro andato perduto.

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