storia di palazzolo acreide

Storia di Akrai: la Colonia Greca che diede vita a Palazzolo Acreide

L’attuale città di Palazzolo Acreide, situato nel territorio siracusano, è uno degli insediamenti urbani più antichi della Sicilia, oltre ad essere tra quelli che può vantare una delle storie più gloriose dell’isola. Dove oggi sorge questa splendida cittadina, un tempo vi era Akrai, una delle colonie greche più importanti della Sicilia, i cui resti si possono ammirare ancora oggi in diversi punti della città palazzolese, i quali si mescolano ad altri importanti monumenti più moderni, come la Basilica di San Paolo e la Basilica di San Sebastiano, il cui stile Barocco siciliano ha permesso a Palazzolo Acreide di essere inserita nel prestigioso elenco diramato dall’UNESCO che certifica i luoghi Patrimonio dell’Umanità. Durante la vostra vacanza in Sicilia potete visitare gli stessi luoghi che, millenni fa, erano attraversati dalle antiche popolazioni che vissero in questo territorio, potendo ripercorrere la storia locale anche grazie a questo articolo che noi di Sicilyintour.com abbiamo preparato per voi.

Le Origini di Akrai

Le origini di Palazzolo Acreide sono riconducibili al VII secolo a.C., il periodo che segna la nascita dell’antica Akrai, conosciuta anche per essere stata la prima colonia greco siracusana. Furono proprio i siracusani a scegliere questo territorio per la fondazione di Akrai, trovando in un colle la posizione ottimale anche in ottica difensiva, vista la difficoltà che eventuali nemici avrebbero dovuto sostenere per raggiungerne la sua cima. La posizione strategica di Akrai permise alla stessa di svilupparsi senza particolari intoppi, a tal punto da diventare ben preso la più importante colonia greca della Sicilia dopo la stessa Siracusa, mostrandosi superiore ad altre note località come Kamarina e Kasmene.

Akrai ai tempi del Tiranno Gerone II

Uno dei periodi di maggiore splendore per Akrai fu durante il III secolo a.C., un’epoca caratterizzata dal controllo di Gerone II, il tiranno di Siracusa ricordato per essere stato uno dei più attenti nella gestione del territorio siracusano, contribuendo al suo accrescimento sia demografico che culturale. Allo stesso Gerone II è attribuita anche la costruzione del Teatro Greco di Akrai, lo splendido monumento archeologico riportato alla luce durante l’Ottocento.

Akrai e il Dominio Romano

Il 211 a.C. è un anno che segna la fine dell’epoca siracusana per Akrai, che al contempo passa sotto il controllo dei romani, i quali si stanziarono in gran parte della Sicilia, trovando in questa splendida località uno dei migliori punti strategici in cui sviluppare una propria colonia, facendo anche affidamento a quanto di buono già fatto dai precedenti greci. I romani intervennero effettuando diverse modifiche all’urbanistica, oltre che ai vari aspetti artistici, apportando il loro scenografico stile che lo si può ammirare ancora oggi in diversi suoi punti. I romani mostrarono particolari attenzioni anche Teatro Greco, a tal punto che lo ampliarono e lo resero più monumentale che mai.

La fine di Akrai

Dopo essere stata una delle città più importanti della Sicilia, al pari delle più rinomate località siciliane, l’antica Akrai dovette affrontare una sanguinosa battaglia contro l’esercito arabo, con quest’ultimi che ebbero nettamente la meglio e la distrussero completamente. Dopo la conquista da parte degli arabi, avvenuta nell’827 d.C., Akrai venne totalmente abbandonata e le sue macerie, lentamente, furono seppellite dalla vegetazione spontanea, relegando questo territorio in un lontano ricordo.

Area Archeologica di Akrai

Akrai è ritornata alla luce nei primi anni dell’Ottocento, grazie al magistrale operato di Gabriele Judica, barone e archeologo nativo di Palazzolo Acreide che passò gran parte della sua vita ad effettuare scavi archeologici finalizzati a scoprire tutti i segreti della storia locale. Gli scavi archeologici furono davvero tanti, grazie ai quali, poco per volta, è stato possibile riscoprire tanti dei luoghi dell’antica Akrai, i quali compongono, oggi, la splendida Area Archeologica di Akrai. Molti dei reperti archeologici ritrovati al suo interno, invece, sono stati spostati presso il Museo Archeologico Gabriele Judica, intitolato allo stesso promotore degli scavi che oggi ci permettono di ammirare questo monumentale sito storico.

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