Akragas: l’antica storia di Agrigento

Dove oggi sorge la ridente città di Agrigento, un tempo, precisamente dal VI secolo a.C., vi era una piccola cittadina greca di nome Akragas, la capostipite dell’attuale località siciliana. Questo importante periodo storico viene ricordato con grande attenzione, in quanto rappresenta una delle tappe più importanti della storia di Agrigento, poiché è proprio con Akragas che sorsero i monumentali edifici della Valle dei Templi, oltre a dare inizio ad alcune suggestive tradizioni e usanze ancora oggi molto diffuse. I tesori dell’antica Akragas sono arrivati ai giorni nostri regalandoci uno dei siti archeologici più importanti al mondo, permettendoci di studiarli per ricavare importanti informazioni che ci hanno permesso di ricostruire la storia dell’antica città di Agrigento.

La fondazione e i primi anni di Akragas

Akragas venne fondata, secondo le ricostruzioni storiche, nel 581 a.C., da alcuni coloni greci provenienti dalle isole di Rodi e Creta, gli stessi che si insediarono anche nella vicina Gela. Sembra che la scelta di questa posizione geografica, per la fondazione di Akragas, sia dovuta ad alcune esigenze militari per arrestare l’espansione territoriale dell’antica Selinunte, che stava per dirigersi verso la parte orientale della Sicilia. La zona di Akragas era notoriamente conosciuta per essere un territorio dell’antica popolazione dei Sicani, ciò lascia presagire una collaborazione tra i due popoli che si protrasse nel tempo, riuscendo a convivere nonostante le ovvie differenze culturali. Sebbene i greci che abitavano Akragas erano esperti nella navigazione marittima, una volta giunti in Sicilia cambiarono le loro abitudini vivendo prevalentemente di agricoltura, grazie anche ai terreni fertili che circondavano l’antica città, accerchiata dai fiumi Himeras e Halykos che ne favorivano l’irrigazione, relegando le loro abilità navali ai semplici scambi commerciali con la Grecia.

I Tiranni di Akragas

La città di Akragas fu caratterizzata dall’alternarsi di vari tiranni durante tutta la sua storia, molti dei quali facevano prevalere una indole bellica e sanguinaria. Il primo tiranno di Akragas fu Falaride, il quale passò alla storia per essere stato l’artefice di tanti edifici presenti nella Valle dei Templi, oltre a un processo espansionistico che allargò notevolmente i confini della città. Falaride fu tra i più odiati dal suo popolo, tanto che venne lapidato in pubblico, in un’operazione organizzata anche da Telemaco, suo successore. Dopo quest’ultimo, si sa che il potere passò in mano ad Alcamene e Alcandro, sebbene non si abbiano troppe informazioni a riguardo, eccetto alcune teorie che non li vedrebbero come tiranni, bensì come pacificatori. Dopo questi, la tirannia di Akragas passò a Terone, nipote di Telemaco, con cui la città riuscì a raggiungere il suo massimo splendore, a tal punto da contare oltre 300 mila abitanti durante la sua epoca, tanto che viene ancora oggi ricordato per essere stato un giusto e per aver donato luce all’antica città, facendola diventare la prima potenza economica e militare della Sicilia.

L’arrivo dei Romani ad Akragas e la fondazione di Agrigentum

Dopo essere stata il terreno di sanguinose battaglie coi cartaginesi, nel 210 a.C. Akragas passa sotto il controllo dei romani, mutandone il nome in Agrigentum. I romani introdussero il loro inconfondibile stile artistico e architettonico nella città, spesso mescolandosi con quello greco andando ad impreziosire ancor di più gli edifici già presenti. I romani proseguirono lo sviluppo della città, la quale divenne sempre più aristocratica e facoltosa, ma non usarono lo stesso impegno per le campagne, che rimasero decisamente più arretrate sotto vari punti di vista. Il periodo romano coincise anche con una drastica diminuzione degli abitanti della Sicilia, in seguito a uno spopolamento che durò diversi anni ma, nonostante tutto, i romani furono in grado di gestire la situazione facendo mantenere alla storica Agrigento i fasti del periodo greco.
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